| levyrasputin ( @ 2008-11-19 10:22:00 |
| Current mood: | bouncy |
| Current music: | Sam Sparro - Black and Gold |
| Entry tags: | clamp, fic:xxxholic, tardone |
[fic] but it's all just a bunch of matter
Stanotte ho letto il 9 di Holic... ci ho ritrovato con piacere un concetto molto bello che mi è sempre piaciuto nelle opere delle Clamp, nonostante tutti i loro difetti - No man is an island - non apparteniamo solo a noi stessi, siamo tutti parte di qualcosa di interconnessso
E per la serie 'I do not ship my OTP', pensavo - e non credevo che lo avrei mai pensato in maniera tanto lineare - che se le Clamp hanno un cervello - cosa di cui dubito ma vabbè -alla fine Watanuki dovrebbe finire con Zashiki Warashi. Perchè lei è senza dubbio la persona che gli tira fuori il meglio.
claimed at
10_clamp
Titolo: Il envie
Fandom: XXXHOLiC
Personaggi: Kimihiro Watanuki/Yuuko Ichihara, implied Yuuko/Clow Reed
Tema: 67. the golden age
Genere: romantico
Rating: PG
Avvertimenti: non so se dire OOC, ma mi consigliano di sì.. XD - poi mi hanno controconsigliato di no, ma in questa forse è meglio lasciarlo come sta! XD
Disclaimer: tutta roba ©CLAMP, io mi incarico solo di appaiarli a vanvera. E non ci faccio soldi! XD
Breve riassunto: Furono gli oggetti ad insegnargli la gelosia
Link al set di temi: Just another addiction
Furono gli oggetti, soprattutto, ad insegnargli la gelosia. Ogni volta che, con un tempismo che Kimihiro stentava a definire casuale perché puntualmente l’opera veniva interrotta da qualche cliente interessato ad uno degli oggetti custoditi dalla polvere e dall’incuria di Yuuko e riportati alla luce dal suo zelo, decidevano di mettere un po’ d’ordine dell’immane magazzino della strega, da quelle cataste di cose dimenticate emergeva un nuovo oggetto che Yuuko maneggiava con un’attenzione inconsueta. Kimihiro aveva imparato ad evitare di porre la domanda che sapeva lo avrebbe solo infastidito di più, e si limitava a spiare la mimica lieve della donna, nascosto dietro lo scudo patetico del piumino da spolvero. Talvolta, Yuuko si abbandonava ad un dialogo silenzioso fatto di carezze in punta di dita e sguardi che Kimihiro non riconosceva completamente con la ritrovata meraviglia, altre volte, senza staccare gli occhi dal prezioso oggetto, quasi sempre più insignificante della media delle magnifiche cose che uscivano da quel magazzino, mormorava con la sua voce fermissima e senza tempo
– anche questo apparteneva a Clow Reed.
Kimihiro non rispondeva mai, non avrebbe saputo cosa dire, ma abbassava lo sguardo, pervaso da un’invidia incontrollabile, densa come le decorazioni di oro laccato delle bellissime scatole cinesi che stava diligentemente spolverando, preso in ostaggio dal pensiero di quell’uomo che Yuuko ricordava con una così peculiare attenzione, un uomo di cui conosceva a malapena il nome e qualche metafora grandiosa che bastasse a descriverne il potere. Kimihiro abbassava lo sguardo sugli anni e anni di polvere che coprivano la distanza che il caso o il destino aveva messo tra Yuuko e quell’uomo, che lui invidiava più di chiunque altro, perché non poteva sapere, né avrebbe saputo mai, quante cose di lei il mago avesse conosciuto, cose di lei che lungo lo stesso polveroso cammino di solitudine si erano perdute per sempre.
Dedicata a Harriet, che mi ci ha fatto credere.