| levyrasputin ( @ 2008-04-21 15:08:00 |
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[fic] lotus
si, ecco, mi sento un po' stagnante.... :/
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10_clamp
Titolo: devoument
Fandom: XXXHOLiC
Personaggi: Kimihiro Watanuki/Yuuko Ichihara, Shizuka Doumeki
Tema: 5. If only night can hold you where I can see you, my love.
Genere: romantico? ° °
Rating: PG
Avvertimenti: non so se dire OOC, ma mi consigliano di sì.. XD
Disclaimer: tutta roba ©CLAMP, io mi incarico solo di appaiarli a vanvera. E non ci faccio soldi! XD
Breve riassunto: reazione tipica del ragazzino impaturniato: si va a sfogarsi con l'amichetto. Il fatto che Watanuki sia, in teoria, un uomo più che adulto, è un dettaglio secondario. Certa gente non cresce mai..
Link al set di temi: Just another addiction
Nonostante le apparenze, Kimihiro Watanuki non coltivava tra i suoi vizi capitali l’insoddisfazione cronica che uno sguardo superficiale non avrebbe faticato a intuire sotto la piega spesso imbronciata delle sue labbra e delle sue sopracciglia sottili. Ma con gli anni, la sete di risposte che le affermazioni tacite di Yuuko avevano coltivato in lui come una pianta cattiva, era diventata tanto intollerabile che quell’ultimo eluso confronto con la donna che reggeva le fila della sua nebulosa, incerta eternità, lo aveva spinto a fare quello che mai si era permesso di immaginare prima di allora: parlarne a un terzo.
Una domenica mattina si alzò prima che Yuuko riemergesse dal suo sonno apparente, e nonostante fosse certo che lei avrebbe comunque scoperto quello che si accingeva a fare, si vestì frettolosamente e uscì di casa senza preparale la colazione.
Al contrario di lui Shizuka Doumeki si era sposato e aveva avuto dei figli. Sette.
Al contrario di lui, Shizuka Doumeki portava addosso i segni del tempo, mentre l’unica cosa che in Kimihiro era cambiata era la facoltà adesso piena, di allontanare il maligno. Anche per questo con il passare degli anni, le loro frequentazioni si erano fatte meno assidue, ma il confronto virulento dell’adolescenza si era stemperato in un cameratismo anziano, che gli lasciava spazi come quelli da condividere, nel silenzio di una città ancora sonnolenta sotto il sole tiepido di primavera. Esattamente come due amici di vecchia data.
Kimihiro appoggiò il bastone da passeggio accanto alla scopa di saggina con cui il suo ex-compagno di scuola stava spazzando via l’ostinata processione delle formiche dal sagrato del tempio prima del suo arrivo e, senza preamboli, iniziò a parlargli di Yuuko. Senza mai interrompersi, gli parlò delle sue mani, della sua irritante onniscienza, delle sue labbra apparentemente senza contorno, del profumo dei suoi capelli neri che si muovevano come cose vive sulla sua pelle, e di quello che quell’odore scatenava nella sua mente e nel suo corpo; senza veli di ipocrisia, gli parlò dell’incendio che la sua voce piatta e ferma scatenava nel suo orecchio vergine, ancora allora, della tenerezza che sentiva nella consapevolezza di aver ricreato un luogo familiare in quel negozio che non era, di fatto in nessun luogo, di quanto lo faceva sentire scioccamente importante il suo occasionale soffermarsi ad osservare i suoi gesti quotidiani, di come ogni cosa che pensava, vedeva, viveva ritornasse, risucchiata come uno sciame di meteore verso un buco nero, a lei; e di come fosse tutt’ora impossibile per lui trovare un modo di comunicarle tutto questo, e soprattutto, di ricevere una risposta chiara, anche una sola, qualunque essa fosse.
Gli occhi di Doumeki non cambiarono inflessione mentre seguivano la corsa vertiginosa delle sue parole, di quelle emozioni che accendevano di un’amore stizzito i suoi lunghi occhi chiari, finché con un ultima, più flebile esalazione, Kimihiro concluse la sua corsa lasciandosi cadere su un più morbido, fragile disappunto:
- È come viverle intorno ma essere sempre tenuti a distanza dal muro di pietra della cella di un tempio.
Doumeki incrociò le mani nodose davanti a se e disse - Watanuki, in questo modo si adorano le divinità, non la propria moglie.
Come sempre, Doumeki arrivava alla conclusione giusta con miglior tempismo ed efficacia di quanto lui avesse mai potuto realisticamente vantare.
NOTA: questa che segue non ho proprio avuto voglia di rileggerla per bene U__U
mea culpa. Ma oggi andava così...
Titolo: Offres
Fandom: XXXHOLiC
Personaggi: Kimihiro Watanuki/Yuuko Ichihara
Tema: 100. I’ll be your water, bathing you clean.
Genere: generale
Rating: PG-13
Avvertimenti: non so se dire OOC, ma mi consigliano di sì.. XD
Disclaimer: tutta roba ©CLAMP, io mi incarico solo di appaiarli a vanvera. E non ci faccio soldi! XD
Breve riassunto: Mai, neanche sotto sua esplicita richiesta, Yuuko permise a Kimihiro di partecipare attivamente ai suoi commerci.
Link al set di temi: Just another addiction
Tornò il vino, e tornarono i suoi sofisticati aperitivi a scandire quel tempo fermo. All’interno del negozio dei desideri, la sequenza di vino, amore, comprensione, incomprensione, lavoro, scambi, pagamenti e manicaretti sempre più elaborati, si ripeteva circolare, un movimento ciclico che poco aveva a che fare con la linearità su cui le menti umane regolano il proprio sentire, consapevoli che il loro primo respiro è anche l’inizio della fine della loro esistenza. Gli unici motivi di frammentata linearità che spezzavano quel circolo erano infatti rappresentati dai clienti che, con un flusso regolare, venivano a visitare la dimora della strega per ottenere, sotto debito pagamento, ciò che non riuscivano a conquistare con le loro sole forze.
Mai, neanche sotto sua esplicita richiesta, Yuuko permise a Kimihiro di partecipare attivamente ai suoi commerci. Kimihiro, cosciente che Yuuko sapeva meglio di lui quanto fosse cresciuto il dominio della sua volontà e della sua conoscenza, non riusciva in alcun modo a spiegarsi il categorico divieto che la donna gli poneva con occhiate silenziose e affermazioni che non permettevano replica, di affondare le mani nel mucchio di bastoncini Mikado delle vite degli altri. Non lo tormentava tanto il fatto che Yuuko avesse arbitrariamente stabilito che lui non poteva prendere parte a quel gioco, rimuginava immergendosi, candido come un anfibio di grotta, nella grande vasca in cui nuotavano sussurrando carpe iridescenti e pigri fiori di loto, ma il ben più triviale dettaglio che la strega non si fosse mai preoccupata di metterlo al corrente dei motivi della sua decisione. Quando la sentì entrare attraverso il paravento fiorito, un fruscio di seta che cadeva sul pavimento, accompagnata dalle meteore della costellazione di amuleti con cui copriva il suo corpo, non si voltò neanche a guardarla.
- C’era troppo sale sugli Yakitori..
- Tu credi? – rispose lui con più arroganza di quanto fosse nelle sue intenzioni.
Yuuko gli si fece vicino, muovendo appena la superficie dell’acqua con un movimento serpentino, mentre la medusa nera dei suoi capelli accompagnava, liquida, i suoi movimenti, appoggiandosi ai suoi fianchi ossuti come una sirena che si accosta languida al suo scoglio preferito. Gli girò le braccia intorno al collo e con un movimento rapido ma elegante sollevò gli occhiali che continuavano ad appannarsi fin sopra la sua testa. Kimihiro non si oppose, anzi, attese docilmente che la sua vista si facesse di nuovo torbida.
- Sai di essere infantile, vero?
Anche se il volto di lei, disegnato la linee sottili, non era perfettamente a fuoco, lui sapeva che stava sorridendo, divertita.
- Pretendo – disse, facendosi ancora più bambino per ripicca - che tu mi spieghi perché.
- Perché nonostante tutto non ti permetterò mai di effettuare uno scambio di desideri?
- Esattamente.- Il volto delicato di Kimihiro si contrasse appena in quella smorfia di assenso.
- Tu non sarai mai capace di condurre trattative eque – disse la strega scivolando lontano da lui.
Kimihiro non disse nulla, ma quel silenzio era il segno più evidente di quanto quella negazione di fiducia fosse andato a colpirlo in un punto fragile. Lo sguardo obliquo di Yuuko si ammorbidì nel constatare che, proprio come nella sua impeccabile previsione, aveva equivocato tutto. Sempre senza spostare l’acqua della vasca tornò ad avvolgersi intorno alla sua monumentale incapacità di darsi il giusto peso.
- Tu sei troppo generoso – mormorò vicinissima alle sue labbra anemiche, accarezzandogli maternamente i capelli umidi – finiresti per mettere qualcosa di te in qualunque scambio, e ne usciresti distrutto. Tu sai – proseguì, esalando le parole lentamente; solo una minuscola, eloquente scintilla di dolcezza turbava la quiete di lacca rossa dei suoi occhi - di essere stato il primo a chiedermi di esprimere un desiderio?
Di colpo, Kimihiro si sentì responsabile di aver sottovalutato il peso di quell’offerta. Non aveva modo di sapere se quello che Yuuko aveva affermato corrispondesse a verità, ma non voleva assolutamente perdere i preziosi centimetri di intimità autentica che aveva la labile impressione di aver guadagnato. Strinse le braccia intorno ai suoi fianchi candidi, più pieni e rotondi di quanto si potesse intuire al colpo d’occhio, e, accarezzato dalle minuscole gocce d’acqua che gli cadevano sul viso staccandosi dai capelli liscissimi di lei, le chiese - Cosa desideri in questo momento?
- Desidero che tu smetta di pensare che qualunque cosa ti risponderò, sarà una menzogna..
Per tutta la notte, Kimihiro si costrinse a pensare solo alla scintilla di stelle che aveva visto brillare in fondo alle sue mezze verità di velluto.
OFFRES - BONUS PICTURE non proprio worksafe... ^^;